Ci accorgiamo subito che non sarà facile ripercorrerla a ritroso, rintracciando i nostri passi. I negozi sono chiusi, le luci sono spente e la nebbia rende le strade tutte uguali. Da quella parte, è lì che dobbiamo andare. Ricordo quella vetrina, quell'insegna.



Partiamo con passo svelto, sicuri della via. Ma già dopo pochi metri rallentiamo. I nostri passi echeggiano sul selciato come degli spari, secchi e regolari. I cartelli per la stazione non ci sono più, e se ci sono non si vedono nell'alone biancastro dei pochi lampioni.